DA LONG KESH A MAGHABERRY: 40 ANNI DI LOTTA CARCERARIA.
“Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico, perché sono vittima di una guerra interminabile tra il popolo irlandese oppresso e un regime straniero e indesiderato che si rifiuta di ritirare le sue truppe dalla nostra terra.”
1° Marzo 1981, Bobby Sands
Le radici della lotta carceraria affondano nelle due concezioni antagoniste che definiscono la natura delle detenzioni repubblicane. Nel 1972 , le autorità inglesi concessero ai prigionieri arrestati la possibilità di rientrare in una cosiddetta categoria speciale, che conferiva condizioni assimilabili a quelle dei prigionieri politici. Il Rapporto Gardiner del 1975 stabilì però, la revoca graduale di tale condizione per indebolire il supporto conferito alle organizzazioni paramilitari che sostenevano la causa nordirlandese.
Si diede così vita a un vero e proprio processo di criminalizzazione dei prigionieri, che, nel tentativo di delegittimare la lotta repubblicana, furono reclusi all’interno di nuove strutture carcerarie costruite nel penitenziario di Long Kesh , nei pressi di Belfast: i cosiddetti H-Block.
Da una parte dunque, l’opinione delle autorità, le quali consideravano i prigionieri dei criminali incalliti, responsabili di efferati atti di violenza del tutto ingiustificati. Dall’altra i repubblicani, che si ritenevano una forza legittimamente impegnata in una campagna politico-militare che mirava al perseguimento della libertà nazionale contro l’occupazione e l’oppressione nemica.
I prigionieri erano ancora membri dell’ IRA e la loro lotta carceraria rientrava nel quadro della più ampia lotta armata contro lo Stato inglese.
E difatti, una volta definite le linee di lotta, i repubblicani diedero il via a una guerra di logoramento all’interno delle prigioni che dominò la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, ma che anche oggi sembra rivivere situazioni analoghe.
Nel settembre del 1976, Kieran Nugent, si rifiutò di indossare la divisa carceraria e fu di conseguenza rinchiuso in una cella senza indumenti, potendosi coprire solo con una coperta. La blanket protest era iniziata. A questa forma di protesta, che rifletteva il rifiuto dei prigionieri repubblicani di accettare la condizione di criminali comuni, le autorità risposero vietando l’uso della televisione, della radio, dei libri. Nella primavera del 1978, i prigionieri iniziarono la no-wash protest per contestare la crescente brutalità delle guardie carcerarie. Il conflitto vero e proprio, però, iniziò al momento di svuotare i buglioli (recipienti usati come latrine nelle carceri): i prigionieri iniziarono a lanciare il contenuto attraverso gli spioncini e le finestre delle celle e le guardie risposero rigettandolo all’interno attraverso le stesse aperture. Ordinata la chiusura di qualunque passaggio, i prigionieri si videro costretti ad urinare in ogni fessura del muro e ad attaccare i loro escrementi sulle pareti. Era appena nata la dirty protest.
La lotta carceraria divenne ben presto una questione vitale per un’organizzazione come l’IRA: le accuse di molestie, brutalità e trattamento disumano ai danni dei prigionieri intensificavano l’impegno repubblicano e rendevano ancora più evidenti le ingiustizie perpetrate dallo Stato. Eppure, poiché gli strumenti di protesta adottati fino a quel momento non diedero i risultati sperati, i capi dell’organizzazione rinchiusi a Long Kesh decisero di indire uno sciopero della fame per far valere le proprie rivendicazioni.
Nello specifico gli hunger striker (scioperanti della fame) puntavano a cinque obiettivi fondamentali: il diritto di indossare indumenti personali, di non svolgere i lavori stabiliti dalle autorità carcerarie, di libera associazione con i compagni detenuti, di ricevere visite e pacchi regalo, il diritto alla riduzione del 50% della pensa detentiva e l’accesso all’attività ricreativa.
Così il 1° Marzo del 1981, Bobby Sands rifiutò il cibo offertogli dalla guardie carcerarie, e fu imitato da numerosi altri repubblicani, nove dei quali – come Sands – morirono per effetto del digiuno.
La morte di Bobby Sands significò una dura sconfitta per la politica di criminalizzazione decisa dagli inglesi ed estese enormemente la lotta repubblicana in termini di spessore e supporto. I repubblicani irlandesi presero atto delle numerose manifestazioni in sostegno degli scioperanti che stavano avvenendo in Inghilterra, e la comunità internazionale, finalmente, si mobilitò in appoggio ai repubblicani, mettendo in grave imbarazzo il governo della Thatcher. Ma il significato più importante in termini di sostegno popolare, fu l’intensificazione del sentimento nazionalista.
La morte di quest’ uomo pronto a lottare fino alla fine per le sue idee, accese una speranza per un futuro migliore, se non per la causa repubblicana, almeno per la condizione dei prigionieri degli H-Block.
31 anni dopo quel 5 Maggio 1981, le carceri irlandesi continuano a vivere situazioni simili a quelle degli anni Settanta - Ottanta. Da Long Kesh ci spostiamo a Maghaberry, cittadina del Nord Irlanda che ospita l’omonimo carcere di massima sicurezza. E’ datata 23 Aprile 2012 l’ultima dichiarazione dei POWs (prisoner of war) qui detenuti, nella quale si afferma la volontà di interrompere qualsiasi tipo di trattativa con mediatori e partiti politici. Decisione presa dopo aver riscontrato il completo fallimento del tentativo di accordo avviato nel 2010 tra i POWs e le autorità carcerarie, ma mai rispettato da queste ultime.
Due le questioni principali: la sospensione delle strip searches, perquisizione corporale volta a umiliare i prigionieri e ad innescare in questi la condizione di sottomissione, a favore di altre metodologie di perquisizione non-intrusive come ad esempio la BOSS CHAIR; e il movimento controllato. Dopo due anni di inutili proteste, sono stati necessari 7 mesi continui di dirty protest da parte dei detenuti, per fare in modo che il ministro della giustizia nordirlandese David Ford dichiarasse di voler sospendere le strip searches, senza tuttavia specificare un termine temporale. Nulla ancora si sa riguardo fantomatiche nuove tecnologie perquisito rie che i regimi penitenziari adotteranno.
I presupposti per una nuova stagione di scioperi della fame non mancano. A rincarare la dose ci pensa la storia di Marian Price, leader del movimento repubblicano 32 Csm. Questa donna infatti, arrestata senza nessuna prova a suo carico, è rimasta detenuta nel carcere di Maghaberry fino a quando il deteriorarsi delle sue condizioni fisiche e le tante manifestazioni di solidarietà hanno portato, circa due settimane fa, al suo trasferimento nel carcere femminile di Hydebank.
La sofferenza che tanti uomini e tante donne hanno patito e continuano a patire nelle prigioni nordirlandesi, non può non far riflettere sui perché che li spingono ad andare avanti, a non cedere a nessun tipo di compromesso che possa in qualche modo macchiare la loro battaglia per il riconoscimento di status di prigionieri politici in lotta per l’indipendenza della propria terra.
Tiocfaidh àr là!
Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Maggio 2012 11:17 )
24 APRILE: GENOCIDIO ARMENO. CORONA DI FIORI DEPOSITATA IN P.ZA S. SILVIA. GLI INTERESSI POLITICO-ECONOMICI NON CELINO LA STORIA

“Ricordare è un dovere. Sempre. Il 24 Aprile si celebra l’anniversario del genocidio armeno; data simbolo per ricordare l’eccidio di matrice turca, ai danni della minoranza etnico – religiosa armena. Spaventa vedere come l’informazione di massa continui ad evitare l’argomento, con significativa disparità rispetto ad altre date, così come non passa inosservato l’imbarazzo di certe organizzazioni sovranazionali, vedi ONU o U.E., a commemorare questa triste ricorrenza. Che questa malcelata dimenticanza sia dovuta ai tanti interessi, di natura economico politica, che legano le suddette strutture con l’autore di questa strage, la Turchia, appare cosa palese e fin troppo manifesta. Il governo turco infatti non solo non riconosce come genocidio quanto commesso dai suoi predecessori tra la fine dell’ Ottocento e il primo dopoguerra con il fine ultimo di islamizzare l’ Armenia cristiana, ma ha da ridire su quegli Stati che si stanno impegnando nel recupero della memoria armena, arrivando a minacciare di compromettere accordi bilaterali con questi.” “Per queste ragioni, il nostro Movimento ha voluto oggi rendere gli onori a chi morì per l’unica colpa di essere armeno, depositando una corona di fiori su una targa, sita in p.za Santa Silvia a Roma, che rievoca appunto il genocidio che questo popolo ha subito.”
Così dichiara in una nota Andrea Roncella, responsabile del Movimento RES (Roma Europa Sociale).
Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Aprile 2012 15:09 )
LIBERI SUBITO

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Marzo 2012 16:37 )
INDIA: MARO'; RONCELLA (RES), DOMANI A P.ZA CAMPIDOGLIO MANIFESTAZIONE LIBERI SUBITO

“Domani, Giovedì 15 Marzo alle ore 17.00, a p.za del Campidoglio, si svolgerà una manifestazione per chiedere l’ immediato rilascio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Marò, che dal 15 Febbraio stanno vivendo un vero e proprio incubo.” Così dichiarano in una nota congiunta Andrea Roncella, responsabile del Movimento RES (Roma Europa Sociale), e Simona Cenni, portavoce dell’ associazione Prima Difesa.
“Il governo Italiano, l’Unione Europea e la Nato stessa, che fino ad ora si sono dimostrati deboli e privi di fermezza nel far valere i diritti dei nostri soldati, devono al più presto invertire la rotta ed impedire che tutta la vicenda diventi motivo di campagna elettorale indiana.”
“Chiediamo le immediate dimissioni del ministro Terzi, dimostratosi completamente incapace ed inadeguato nell’ affrontare la situazione e nel sostenere la credibilità del nostro paese. Esigiamo un maggiore impegno dell’ Unione Europea in quanto i soldati italiani sono soldati europei. Pretendiamo che le alte cariche Nato si facciano avanti nella difesa di quei militari che troppo spesso sono inviati in guerre lontane e dagli interessi non sempre chiari.”
“Accogliendo favorevolmente le parole del sindaco Alemanno, riguardo un’eventuale sospensione delle nostre missioni di pace all’estero nel caso in cui continuasse a mancare l’apporto degli alleati in questa vicenda” conclude la nota “ci rivolgiamo a lui, sindaco di Roma Capitale, perché si faccia portavoce delle nostre istanze presso il governo, la Commissione Europea e gli uffici Nato presso il Ministero degli Affari esteri.”
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Marzo 2012 11:34 )
8 marzo

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Marzo 2012 13:03 )
SIT-IN DAVANTI SEDE AAMS

GIOCHI: RES, SIT-IN DAVANTI SEDE AAMS ROMA CONTRO SPOT RIVOLTO A GIOVANI = SBAGLIATO PRESENTARE CHI NON GIOCA COME «BACCHETTONE» Roma, 1 mar. (Adnkronos) - Questa mattina un piccolo gruppo di manifestanti del movimento Roma Europa Sociale (Res), insieme al Comitato «Smetti e vinci», si è raccolto davanti alla sede dell'Aams a Roma. «Chiediamo che l'Aams, che troppo spesso si nasconde dietro il paravento del 'noi attuiamo solamente la normativà, abolisca la campagna 'Giovani e giocò, una campagna che va avanti dal 2009 ed è rivolta a 70. 000 studenti», ha detto all'Adnkronos Andrea Roncella, responsabile del Res, riferendosi alla Campagna dei Monopoli di Stato sul «gioco responsabile» nelle scuole secondarie superiori. «Questa campagna vorrebbe essere una forma di prevenzione del gioco per i minori, ma, di fatto, è una subdola forma di promozione, perchè chi non gioca viene presentato come bacchettone e, quindi, non viene presentato sicuramente un bel profilo del 'non giocatorè». «Siamo qui per denunciare quella che è una situazione ormai drammatica, legata al mondo del gioco legale e legalizzato», ha proseguito Roncella. «Si parla di un fatturato di 76 miliardi e di una spesa pro-capite che è arrivata fino a 1.260 euro, rispetto ai 175 di dieci anni fa: sono numeri che fanno pensare e non possono lasciarci indifferenti». «Insieme al Comitato ci impegneremo, inoltre - aggiunge - affinchè la ludopatia e le altre malattie ossessivo-compulsive da gioco vengano riconosciute come malattie sociali, con tutti i diritti che ne derivano e che lo Stato ha il dovere di fornire. Vogliamo anche denunciare - conclude Roncella - una situazione che è legata prettamente a Roma, cioè il fatto che la nostra città è quella con più sale giochi d'Italia, con 294 sale giochi e, addirittura, con la sala giochi più grande d'Europa che è quella di Piazza Re di Roma, sull'Appio Latino». (Prf/Ct/Adnkronos) FINE DISPACCIO
GIOCHI: LAURO (PDL), PROTESTA 'RES' SIA STIMOLO PER PARLAMENTO E GOVERNO = Roma, 1 mar. (Adnkronos) - Il sit-in dei giovani del movimento 'Res', questa mattina a Roma, davanti la sede dell'Aams, «è una forte presa di coscienza» da parte di questi giovani che rappresenta «uno stimolo per il parlamento e il governo a varare, con urgenza, norme di prevenzione e di controllo su questa epidemia collettiva, che sta corrompendo il tessuto sociale del nostro paese». Lo dichiara Raffaele Lauro, senatore del PdL e membro della commissione antimafia, commentando l'iniziativa di 'Res' contro la Campagna dei Monopoli di Stato che diffonderà nelle scuole secondarie superiori un opuscolo sul «gioco responsabile». Lauro sottolinea, inoltre, che la protesta è rilevante proprio perchè avviene «nel giorno in cui le commissioni competenti, al Senato, avviano finalmente l'iter sui disegni di legge per la tutela dei minori e dei soggetti deboli, per il riconoscimento della ludopatia come malattia sociale, per il divieto di pubblicità ingannevole e per la trasparenza, anche societaria, nel gioco d'azzardo». (Prf/Ct/Adnkronos) 01-MAR-12
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 02 Marzo 2012 09:20 )
1 MARZO SIT-IN DAVANTI SEDE AAMS. SMETTI E VINCI: L’AZZARDO NON E’ UN GIOCO
“Giovedì 1 Marzo saremo davanti la sede dell’ AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato) a piazza Mastai, per denunciare una situazione legata al mondo del gioco legale e legalizzato, ormai insostenibile.”
“Vogliamo urlare il nostro sdegno nei confronti di chi, invece di avere come obiettivo primario quello di assicurare un ambiente di gioco legale e responsabile, regolando il comparto del gioco pubblico in Italia, non muove un dito davanti al proliferare del gioco d’azzardo nelle forme più varie e resta silente nei confronti del sempre maggior numero di persone affetto da ludopatia e da altre malattie ossessivo – compulsivo da gioco.”
“La vera scommessa che vogliamo lanciare è questa: smetti e vinci, l’azzardo non è un gioco.”
Così dichiara in una nota Andrea Roncella, responsabile del Movimento ROMA EUROPA SOCIALE (RES).
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Febbraio 2012 14:53 )
RES, IL 1 MARZO MANIFESTAZIONE PER DENUNCIARE DRAMMATICITA’ GIOCO D’AZZARDO
“Abbiamo indetto per la mattina di Giovedì 1 Marzo una manifestazione davanti la sede dell’ AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato), sita in P.za Mastai, per denunciare una situazione, ormai insostenibile e dalle tinte drammatiche, legata al mondo del gioco d’azzardo legalizzato.” Così dichiara Andrea Roncella, responsabile del Movimento Roma Europa Sociale.
“I numeri che saltano fuori dal dossier “Azzardopoli”, presentato dall’associazione Libera, sono da capogiro; un fatturato di 76.1 miliardi di euro derivante da questo mondo che permette all’Italia di occupare il primo posto in Europa e il terzo posto nel mondo; una spesa procapite per video poker, slot-machine, gratta e vinci che in dieci anni è passata da 175€ a 1260€; un gettito atteso dal Tesoro, non inferiore agli 1,5 miliardi di euro l’anno a partire dal 2012.”
“Un settore che non conosce crisi” continua Roncella “ma che viceversa sembra trarne vantaggio; impossibile non notare infatti la quantità esagerata di messaggi pubblicitari che occupando impunemente trasmissioni televisive e radiofoniche, cartelloni stradali e pagine di giornale, diffondono la falsa illusione che un gratta e vinci possa essere la soluzione alla crisi di cui troppi sono vittime innocenti.”
“Una mistificazione della realtà che non risparmia neanche le fasce più deboli della società, qual è quella giovanile; aberrante ci appare la campagna dell’AAMS “Giovani e Gioco”, che nelle intenzioni pubbliche vorrebbe essere una forma di tutela e prevenzione per i più giovani ma che di fatto è una subdola forma di promozione del gioco d’azzardo, invitando comunque a giocare per “non perdere tutte le sfumature della vita” e non indicando come via alternativa al “gioca il giusto”, la possibilità di non giocare affatto.”
“Chiediamo” conclude Roncella “che l’AAMS si impegni innanzitutto a sospendere questa campagna che va ormai avanti dal 2009, e che garantisca una forma di reale e corretta informazione, disciplinando e limitando la pubblicità in materia del gioco d’azzardo.”
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Febbraio 2012 16:01 )
RES, ROMA CAPITALE DEL GIOCO D'AZZARDO
“Non ospiteremo le Olimpiadi del 2020 ma una medaglia d’oro, purtroppo, l’abbiamo già vinta: riguarda il gioco d’azzardo e la nostra amata città ne è la triste portabandiera nazionale con la cifra folle di 294 sale giochi e più di 50mila slot-machine distribuite tra Roma e provincia”. Così commenta Andrea Roncella, responsabile del Movimento Roma Europa Sociale, i dati pubblicati nel dossier sul mondo del gioco d’azzardo presentato da Libera.
“Come se non bastasse a Piazza Re di Roma, nel centro dell’Appio-Latino: uno dei quartieri più popolosi dell’intera città, sorge il più grande locale d’Europa che conta 900 postazioni di gioco. Una situazione drammaticamente preoccupante, quella della capitale, capace di uccidere l’intero tessuto sociale gettando nella disperazione intere famiglie, alimentando nei giovani la cultura del soldo facile e a tutti i costi, e fomentando nei meno giovani l’ utopistica illusione che basti un gratta e vinci per risolvere i problemi della vita.”
“Ci auguriamo che l’ AAMS (amministrazione autonoma dei monopoli di stato) riconosca i tanti pericoli, dallo stato di salute a quello economico, che si nascondono dietro il mondo del gioco, anche se legale.” “E’ necessario quanto prima” conclude Roncella “che il sindaco Alemanno tramite Roma Capitale adotti un proprio piano di regolamentazione che disciplini in maniera dettagliata tutto il sistema dalle autorizzazioni, ai controlli, alle eventuali sanzioni per porre un freno a un fenomeno che è bene iniziare a chiamare con il suo vero nome: piaga sociale.”
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Febbraio 2012 16:00 )
- Roncella (RES): IL MINARETO ALLA CECCHIGNOLA NON S'HA DA FARE
- Dio, benedici l’Ungherese (Isten, àldd meg a Magyart)
- PLAUSO PER L'INAUGURAZIONE DEL CIMITERO DEI BAMBINI NON NATI
- DIVINA EUROPA
- TRILATERAL COMMISSION & GRUPPO BILDERBERG. IL NUOVO ORDINE MONDIALE E IL FALLIMENTO DI QUESTA pOLITICA
- STATO SPECULATORE
- PRESENTAZIONE LIBRO MERLINO: ATMOSFERE IN NERO
- ARANCE CONTRO BATTISTI
- ARANCIATA CONTRO L'AMBASCIATA BRASILIANA
- SABATO 25 ALLE ORE 11.00 DAVANTI L’AMBASCIATA DEL BRASILE PORTA ANCHE TU UN’ ARANCIA
- SABATO MATTINA GRANDE INIZIATIVA DEL COMITATO ORANGE PER CHIEDERNE ESTRADIZIONE
- RES: BATTISTI, CONTINUA LA BATTAGLIA MEDIATICA PER CHIEDERNE ESTRADIZIONE
- NASCE IL COMITATO ORANGE
- BATTISTI VA CARCERATO!
- ROMA, BATTISTI: RES INTERROMPE MONDIALI BEACH VOLLEY PER CONTESTARNE LIBERTA’
- IL NOSTRO ORGOGLIO SI CHIAMA TRADIZIONE
- I REFERENDUM. SE LA POLITICA NON SA PIU' DECIDERE
- NO AI CAMPI NOMADI A ROMA
- LA GUERRA IN LIBIA E LA MORTE DELL' "EUROPA"
- MANIFESTAZIONE EUROPA DOVE SEI?















